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L’8 Maggio del 1604 Francesco Branciforti, giovane principe dalle fattezze brune e virili e la sua sposa, la nobilissima Donna Giovanna D’Austria, nipote dell’imperatore Carlo V, giungevano a Militello provenienti da Palermo, dove avevano celebrato le nozze. Un arrivo salutato da un corteo fastoso che, tra squilli di trombe e rullio di tamburi, avrà inizio dalla porta del Castello per proseguire poi – tra musiche, intermezzi teatrali e fuochi di artificio – per le strade della città, illuminate dalle torce e addobbate da drappi e bandiere. Un avvenimento dunque per rievocare quelle feste e quelle voci di allegrezza di cui narrano i contemporanei e che la prematura morte di Francesco, avvelenato dall’arsenico – così come attestato dagli studi condotti dal Prof. Mallegni dell’Università di Pisa – interromperà bruscamente nel 1622, tra il cordoglio ed il rimpianto generale quando "vince la notte infine, e trionfa il silenzio".

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