Dopo il devastante terremoto
dell11 Gennaio 1963, lopera di ricostruzione permise a molti artisti
dellepoca di dar saggio del loro genio. Ecco perché gran parte dei monumenti che
abbelliscono le città dellantica Val di Noto sono settecenteschi, pur appartenendo
alla cultura barocca. Si potrebbe pensare, quindi, che la catastrofe determinò una sorta
di censura nella storia culturale isolana.
Tesi, questa, suggestiva e suscettibile di ulteriori proposte interpretative nel campo
della più ampia riflessione estetica.
Lesposizione di una studiosa come la Professoressa Lucia Trigilia, Direttore
scientifico del "Centro internazionale di studi sul barocco in Sicilia", e le
considerazioni del critico Demetrio Paparonì, Direttore di "Tema celeste",
rivista darte tra le più qualificate, potranno fornire illuminanti studi per
riflessioni meno scontate e perciò coerenti con la parte duratura della poetica barocca. |