
| I complessi termali |
A
nord-est del cosiddetto foro, in via della Rotonda,
una sala circolare, coperta da una cupola sostenuta da
otto archi, costituisce l'unica parte rimasta di un
interessante complesso termale. Nel VI secolo, l'ambiente
venne trasformato in chiesa cristiana innalzando il
livello pavimentale di circa m. 2. Delle nicchie occupate
dalle vasche termali, l'una venne adoperata per l'abside,
le altre due per le cappelle laterali. Nonostante tali
trasformazioni, l'edificio venne già correttamente
identificato dal principe di Biscari. Scavi e restauri
eseguiti nei primi anni Cinquanta da Guido Libertini
consentirono di distinguere due fasi nell'utilizzazione
del complesso, la più antica tardo-ellenistica, la più
recente detà imperiale (II III secolo d.C.). Un
altro complesso termale si trova in piazza Currò, a sud
della Cattedrale, parzialmente incorporato nel convento
carmelitano di S. Maria dell'Indirizzo, da cui l'edificio
ha tratto la denominazione corrente di "terme
dell'Indirizzo". Sono ancora visibili una
diecina di ambienti che conservano le coperture
originarie; in particolare si riconoscono gli impianti
per il funzionamento delle terme: le fornaci per il
riscaldamento delle sale, i condotti per l'aria calda, i
canali per il deflusso delle acque. Il centro del
complesso è occupato da una sala di pianta ottagonale
con copertura a cupola e ampie nicchie nelle pareti. La
datazione dell'edificio dovrebbe oscillare tra il IV e il
V secolo d.C. al 434 d.C. risalgono i
restauri eseguiti in un terzo complesso termale e
ricordati in un'iscrizione greca, dove esso è citato
come terme Achilliane; queste sono da identificare
con alcune strutture parzialmente sottostanti alla
Cattedrale. Vi si accede da una botola posta dinanzi alla
chiesa. Domina un'ampia sala rettangolare con, al centro,
quattro pilastri che sostengono le volte; il soffitto era
decorato a stucco con putti e tralci di vite. Numerosi
altri vani circondano la sala a pilastri, facendo
presupporre che il complesso fosse di ragguardevoli
dimensioni. Venne forse edificato dal governatore di
Sicilia Lusio Laberio agli inizi del III secolo d.C.,
come sembra indicare un'iscrizione (ormai perduta) che
campeggiava sulla facciata della Cattedrale prima del
terremoto del 1693. |

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