Nella zona ionica
della Sicilia, l'immenso golfo che si estendeva tra i
Peloritani e gli Iblei venne colmato dalle prime eruzioni
submarine che diedero vita all'Etna ed, in parte, dai
depositi alluvionali che il Simeto accumulava, fino a
costituire l'attuale Piana di Catania.
In questo golfo, circa mezzo milione di anni fa, sono
avvenute le prime manifestazioni eruttive di cui si
conserva testimonianza nella zona di Aci Castello, Aci
Trezza e Ficarazzi. L'Etna con il suo confine litologico
di 250 Km, una superficie di circa 1260 km/q, è il più
grande vulcano d'Europa; la sua altezza, in
corrispondenza dei crateri sommitali, raggiunge la quota
di circa 3.350 m, ma tale altezza è quanto mai variabile
nel tempo in quanto l'attività esplosiva non è sempre
di tipo "costruttivo", ma talvolta può essere
anche "distruttiva" con crolli e cedimenti
delle pareti del recinto craterico.
Il vulcano presenta, verso oriente, la profonda
depressione costituita dalla Valle del Bove: una grande
incisione di circa 7 km per 5 km, con pareti alte sino a
1.000 metri che pare abbia tratto origine dal collasso di
parti di antichi edifici vulcanici a causa di
manifestazioni esplosive.
La maggior parte delle colate etnee è costituita da
blocchi e frammenti scoriacei con superfici aspre e
tormentate (lave aa); in altri casi, più rari, le lave
mostrano superfici più regolari spesso arricciate a
formare ammassi di corde avvolte a lastroni (lave
phaoehoe).
In quest'ultimo tipo di colate si sviluppano
frequentemente dei sistemi di deflusso lavico racchiusi
entro un involucro di lava raffreddata e consolidata,
che, nel periodo finale dell'attività effusiva, si
svuotano dando luogo a grotte e gallerie di scorrimento.
La durata dell'attività delle bocche è estremamente
variabile: si va da poche ore fino a diversi mesi e
persino ad anni; la lunghezza, la portata e l'ampiezza
delle colate dipende essenzialmente dalla durata e dalla
portata dell'eruzione, ma anche da altri fattori legati
alla morfologia del suolo su cui esse scorrono. |