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| 16 km da Catania - al. 161m - sup. 3.996 ha - ab. 47.166. | |
Tutti i viaggiatori hanno sempre
manifestato meraviglia per la magnificenza di palazzi e
monumenti da grande città in questo centro di provincia.
La storia di Acireale, che le ha conferito precocemente
un ruolo rilevante nell'organizzazione del territorio
circostante, può però ben spiegare l'immagine urbana
che le sue classi dirigenti sono riuscite nei secoli a
costruire. II nome Akis era quello di un posto di sosta
lungo la strada romana da Messina a Catania, vicino
all'omonimo fiume, ma la vera storia di Acireale comincia
dopo il 1169 quando terremoti ed eruzioni distrussero il
vecchio centro spingendo gli abitanti verso le varie
borgate che in età moderna hanno costituito i
"casali" di Acireale e che spesso riprendono il
nome del mitico pastore Aci. Il nucleo più consistente
diede vita ad Aquilia Nuova, lungo la costa, abbandonata
però nel 1326 per il più sicuro altopiano dove oggi
sorge la città. Acireale espone in piazza Duomo lo
spettacolo dei suoi edifici più imponenti ed importanti.
La piazza costituisce effettivamente il centro della
città, dove potere politico e religioso hanno insediato
le loro sedi. II Duomo, costruito tra il 1597 e il 1618,
dedicato all'Annunciata e a Santa Venera, é stato
modificato nel '700. La facciata ( primi del '900)
romanico-gotica si deve all'architetto palermitano
Giovanni Battista Basile. Seicenteschi sono però il
portale e le statue che lo adornano, opera di Placido
Blandamonte. All'interno si osservano affreschi di Pietro
Paolo Vasta (1736-1737) e di Giuseppe Sciuti (1905), la
cappella seicentesca ai Santa Venera ( patrona della
città) affrescata da Antonio Filocamo (1711), la
meridiana di Ch. H.F. Peters (1843), e il fercolo
argenteo che si porta in processione il 26 luglio, opera
degli orafi Mario D' Angelo e Girolamo Carnazza (1659),
completato nel 1783 da Vito Blandano. Accanto al Duomo si trova la basilica dei SS. Pietro e
Paolo, con affreschi e dipinti di Pietro Paolo Vasta e
del figlio Alessandro all'interno. Sul lato sud della
piazza sorge il palazzo Comunale, esempio del barocco
fiorito catanese, che ospita anche il Gabinetto di
lettura dell' Accademia degli Zelanti e Dafnici. Tra le
altre chiese barocche e i palazzi nobiliari che
caratterizzano il volto della città, si segnalano la
basilica di San Sebastiano in piazza L. Vigo, con una
facciata barocca e una balaustrata sormontata da 10
statue di Giovanni Battista Marino (1754) e all'interno
affreschi e tele di Pietro Paolo Vasta, affreschi di
Alessandro D' Anna, di Giovanni Lo Coco e il fercolo
settecentesco del santo, in argento; le chiese di S.
Maria degli Angeli, del Suffragio, dei Crociferi, della
Maddalena (tutte con affreschi e dipinti settecenteschi
dei Vasta); il seicentesco palazzo Modò; il
classicheggiante palazzo Pennisi di Floristella; la casa
di Lionardo Vigo, ( prestigioso intellettuale acese del
secolo scorso cui é eretto un busto nell'omonima piazza)
attribuita a Sebastiano Ittar; il palazzo Calanna con
all'interno affreschi di Giuseppe Sciuti (1904). Una
visita infine merita la villa Belvedere da cui si osserva
il panorama verso il mare e l'Etna. |
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