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I centri storiciI centri storici : Militello in Val di Catania

48 km - al. 413m - sup. 6.214 ha - ab. 10.235

La tradizione locale rivendica da secoli un'origine romana, ma più probabilmente sorse come casale bizantino. Già in questo tenace tentativo di retrodatare le proprie origini per accrescere il prestigio del centro si riflette la consapevolezza dell'importanza religiosa, culturale ed economica che la città acquisì soprattutto nel corso del '600 grazie all'attività del principe Francesco Branciforti e della moglie Giovanna D' Austria. Nei loro feudi i Branciforti vollero imprimere agli originari casali rurali una forte impronta urbana che testimoniasse la loro potenza. Ed alla loro ricchezza si deve anche la ricostruzione dopo il terremoto del 1693. A celebrare uno degli interventi urbani più importanti voluti da Francesco é la seicentesca fontana della Zizza (la ninfa cantata dallo studioso militellese Pietro Carrera) che ricorda appunto l'acquedotto costruito nel 1605. Sempre per volontà di Francesco e della moglie Giovanna fu edificato tra il 1614 e il 1649 il grande complesso della chiesa di San Benedetto e dell' annesso monastero benedettino (oggi palazzo di città). All'interno della chiesa, che custodisce la sepoltura del principe e dei suoi eredi, pregevoli tele e pale del '700. Della prima metà del '700 é il santuario di Maria SS. della Stella al cui interno si custodiscono numerose opere d'arte relative sia al periodo dei Barresi (i proprietari precedenti ai Branciforti: qui é il sarcofago gotico di Blasco II Barresi del '400 ornato di sculture, bassorilievi e dello stemma di famiglia) che a quello dei Branciforti (qui si trova il sarcofago buccellato del primo marchese di Militello, Vincenzo Barresi e Branciforti, morto nel 1567): lapidi e sculture del '500, sculture, pale e tele del '600 e del '700 la rendono importante testimonianza per la storia dell'arte. Tra le altre chiese, quella cinquecentesca di S. Antonio da Padova (rimaneggiata dopo il terremoto) con all'interno una cappella del 1574, testimonianza di rilievo dell'architettura siciliana rinascimentale; la chiesa di San Francesco di Paola, del '700 (conserva una tavola cinquecentesca, purtroppo ridipinta, una pala del '600 di Giovanni Battista Baldanza jr., una statua lignea del '700); la Chiesa Madre (S. Nicolò e SS. Salvatore) ricostruita dopo il terremoto, sormontata da una cupola del 1904 (progetto di Salvatore Sortino) che é uno dei primi esempi in Sicilia di costruzioni in cemento armato. All'interno stucchi del '700, pale di G.B. Baldanza jr. e di Vito D' Anna; la chiesa di S. Maria della Catena del 1652, voluta dalle maestranze locali e sede della Confraternita del SS. Crocifisso al Calvario con soffitto ligneo del 1661 e stucchi del '600 alle pareti (sono raffigurate oltre a scene della vita di Cristo, le sante siciliane più venerate); quella di fine '500 di Santa Maria degli Angeli, con l'ex convento dei Cappuccini, con all'interno una pala di Filippo Paladino; la chiesa di San Sebastiano (1702) che custodisce opere di G.B. Baldanza sr.; di San Giovanni Battista, con annesso un convento che oggi ospita abitazioni, con pavimento in maiolica calatina; accanto é l'oratorio dell'Angelo, anch'esso con pavimento in maiolica. Poco fuori l'abitato, infine, sono i resti (navata e parte del prospetto con bassorilievi rinascimentali) della chiesa di Santa Maria la Vetere, costruita verso la fine del '400, distrutta dal terremoto. Le chiese non esauriscono il patrimonio storico artistico di Militello. Occorre menzionare i palazzi seicenteschi Baldanza (costruito dai Branciforti come residenza del loro segretario), dei Leoni (oggi Majorana), Rametta e quelli settecenteschi Baldanza-Denaro e Reforgiato; i resti del castello Barresi-Branciforti (una torre cilindrica) di origine tardo-medievale. L'istituzione culturale più importante é il Museo di San Nicola ricavato nel 1981 nei sotterranei della Chiesa Madre che raccoglie opere d'arte e arredi della stessa e di altre chiese del '600 e del '700, ulteriore segno della sua importanza religiosa e culturale: custodisce anche manoscritti e volumi dal '600 all'800; di particolare interesse una statua lignea ( San Nicolò in cattedra) di G.B. Baldanza sr. del 1620 e due pale di F. Paladino.

 

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