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| 68 km da Catania - al. 600m - sup. 3.806 ha - ab. 38.563 | |
La sua
posizione strategica per il controllo della piana di Gela
e di quella di Catania la rese una fortezza nel periodo
arabo e in quello normanno, quando si registra la sua
grande espansione. Durante la dominazione sveva si
afferma anche il suo ruolo di centro commerciale per un
vasto territorio con l'emergere dell'artigianato della
ceramica. Testimonianza deI prestigio sociale che
l'attività conferisce ai suoi protagonisti é
l'esistenza di una Confraternita dei ceramisti con sede
nella chiesa di Sant'Agata (il cui prospetto é di N.
Bonaiuto) o la bellezza di alcuni palazzi di artigiani,
come quello deI maiolicaro Benedetto Ventimiglia di cui
si può osservare la ricca terrazza settecentesca sulla
via Roma. La città si sviluppò attorno ad un impianto
cruciforme (ancora individuabile) e si organizzò in
quartieri suddivisi in base ai gruppi commerciali e
culturali (a Caltagirone si erano insediati in epoca
normanna gruppi provenienti da Genova e da Savona, che vi
portarono anche il culto di San Giorgio). Il terremoto
del 1693 danneggia anche qui parte del patrimonio urbano,
ma grazie alle risorse di cui l'elite locale dispone la
ricostruzione é rapida ed affidata ad architetti
prestigiosi (R. Gagliardi, N. Bonaiuto, e poi V.
Marvuglia), come d'altra parte era nella tradizione
locale che registra frequenti committenze ad artisti
celebri quali ad esempio i Gagini. Questa tradizione si
é espressa anche neI secolo XIX, con l'affidamento a Giovanni Battista Basile della Villa
comunale, e neI nostro quando Luigi Sturzo, il noto uomo
politico calatino fondatore neI 1919 deI Partito Popolare
Italiano, vi chiama Ernesto Basile. Tutto ciò non é
però bastato ad evitare, con Io spostarsi verso Sud
della nuova zona residenziale già a partire dall'800, un
processo di parziale degrado del centro storico. Date
queste premesse non stupirà il numero e la qualità
degli edifici che testimoniano il prestigio urbano della
città e, innanzitutto, delle chiese (daI 1816 é
diocesi). Tra queste segnaliamo quella di San Giacomo (il
patrono della città), eretta in periodo normanno, ma
ricostruita come tutte dopo il terremoto, ricca
all'interno di opere d'arte di Gian Domenico e di
Antonello Gagini e di F. Paladino; il Duomo (dedicato a
San Giuliano), anch'esso di origine normanna ma
ricostruito tra il '500 e il '600 (la facciata fu rifatta
agIi inizi deI nostro secolo); la chiesa del Salvatore
che custodisce una statua attribuita ad Antonello Gagini
e la tomba di Sturzo; quella di San Giorgio, eretta neI
1030 dalla colonia genovese (custodisce una tavola della
Trinità, capolavoro di scuola fiamminga); di San
Francesco di Paola (sul fianco ha un portale del 1625);
di San Francesco d'Assisi del 1226, ricostruita dai
fratelli Vaccaro; del Gesù, che conserva tavole del '500
e una tela di F. Paladino; dei Cappuccini Nuovi, con
soffitto del 1582, un trittico di F. Paladino del 1604 e
un pinacoteca con opere dal XVI al XIX secolo; di San
Domenico, con statua di Antonello Gagini; di Santa Maria
del Monte, ricostruita da F. Battaglia ( il campanile é
di N. Bonaiuto su disegno di Marvuglia), con
all'interno sculture del '500, tele dei fratelli Vaccaro
e tesoro di preziose opere di oreficeria. Meno numerosi,
ma non meno rilevanti gli edifici civili e gli elementi
di arredo urbano. Tra i primi, il carcere progettato da
Bonaiuto, il Monte delle Prestanze (oggi Banco di
Sicilia) ancora di Bonaiuto (1783); la Corte Capitaneale
decorata da Antonello e Domenico Gagini (secolo
XVI-XVII); il palazzo senatorio (oggi Galleria Sturzo);
il palazzo municipale, già Bellaprima, con facciata
barocca; il palazzo Gravina con decorazioni gaginesche
(custodisce una collezione privata di maioliche). Tra i
secondi la Villa, il grande giardino pubblico sorto nel
1846 e poi risistemato nel 1850 su disegno di Basile
(all'interno una grande fontana cinquecentesca di Camillo
Camilliani e un palco per la musica di stile moresco con
rivestimenti in ceramica); la scala di Santa Maria del
Monte, costruita nel 1608 e recentemente ricoperta di
maiolica; il "Teatrino", scenografico belvedere
sulla città, opera di N. Bonaiuto. Esso é oggi
l'ingresso alla più prestigiosa istituzione culturale
della città, il Museo della ceramica. |
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