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La natura L'Oasi del Simeto
 


La naturaL’ambiente dell'Oasi

Il territorio delimitato come riserva naturale orientata "Oasi del Simeto", dal punto di vista ambientale rappresenta il relitto di un antico e vasto ecosistema palustre che si estendeva a sud della città di Catania e che comprendeva diverse zone umide, tra cui quelle di Agnone, Valsavoia e il Pantano di Catania o di Lentini. Gli ambienti sopravvissuti all’antropizzazione di quest’area ricadenti nella riserva sono i seguenti:

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La naturaLa Fauna

/italian_oasi.jpg (16683 bytes)Anche se innumerevoli sono state le osservazioni faunistiche relative alla foce del Simeto, registrate da studiosi e appassionati del "birdwatching" a cominciare dagli anni Quaranta fino a oggi, il punto di riferimento più autorevole a riguardo è certamente l’Atlas faunae Siciliae, pubblicato su "Il Naturalista Siciliano" nel 1985, a cura del prof. Bruno Massa con la collaborazione di numerosi studiosi.
In questo atlante, su 124 specie nidificanti sicuramente in Sicilia, ben 33 sono attribuite alla foce del Simeto, dove sono distribuite nei vari ambienti che costituiscono la ricchezza della riserva naturale.

Uccelli stanziali
Negli specchi d’acqua e sempre in relazio ne con la vegetazione palustre, abbiamo la comunissima gallinella d’acqua, e la folaga (Fulica atra) e i più rari tuffetto, tarabusino, moretta tabaccata, porciglione, la cui popolazione è controllata dal falco di palude, la cui nidificazione in Sicilia non è stata ancora accertata. Tra la vegetazione riparia sono presenti come nidificanti calandrella, usignolo di fiume, beccamoschino che costruisce il nido tra i cespugli e nei canneti, cannaiola, pendolino che nidifica nel canneto nei pressi di salici e tamerici. Particolarmente legato alla vegetazione alofila sono il fratino e il fanello, che trovano rifugio tra i cespugli di salicornia. Nelle zone aperte e nei pascoli sono presenti calandra , cappellaccia, occhiocotto, strillozzo. Nelle zone alberate o rimboschite troviamo capinera, cinciallegra, rampichino, ghiandaia e verdone. Le aree marginali o coltivate ospitano cardellino, verzellino, passera mattugia, fringuello e saltimpalo. Ottimi colonizzatori sono il passero e la gazza, presente nelle zone più degradate anche da rifiuti dispersi. Nei cespugli troviamo il merlo, mentre nelle aree rurali e nei fabbricati nidifica il rondone. Si nutrono di piccoli roditori e rettili il gheppio e il barbagianni, gli unici rapaci nidificanti nella riserva.

Uccelli migratori
Ma oltre agli uccelli nidificanti, la foce del Simeto deve la sua fama ornitologica alle numerose specie migratorie, soprattutto anatidi, che in passato hanno reso appetibi le la zona dal punto di vista venatorio e che oggi sono un patrimonio naturale e scientico a disposizione dell’intera collettività. Tra i migratori che si fermano alla foce del Simeto, lungo la rotta /italian_svassominore.jpg (14596 bytes)nord-sud, le specie più rappresentative sono le seguenti: airone, cenerino, airone bianco, airone rosso, pittima, pittima reale, mignattaio, chiurlo, fischione, avocetta, volpoca, piviere dorato, pivieressa, beccaccia di mare, garzetta, sgarza ciuffetto, nitticora, spatola, combattente e cavaliere d’Italia, quest’ultimo ormai comune in moltissime zone umide italiane. Nella primavera 1995, tra la vegetazione della sponda sinistra della nuova foce, sono stati osservati due nidi di germano selvatico, che trova rifugio tra i numerosi reale. Nel lontano o recente passato hanno fatto brevi apparizioni specie molto interessanti come airone schistaceo, sula bassana, oca selvatica, oca colombaccio, cigno reale, fenicottero rosa, airone guardabuoi e gru.

Estinti nell’Oasi
In passato tra i canneti si poteva ammirare il pollo sultano, un bellissimo rallide con il piumaggio blu, con becco e zampe rosse, scomparso dopo il 1960 a causa della pressione venatoria. Tra le perdite dobbiamo citare la pernice di mare, prima nidifi-cante alla foce del Simeto, e il forapaglie castagnolo, prima comune e scomparso completamente dopo il 1973, come riferisce Angelo Priolo, quando furono immesse nella vecchia foce acque fortemente inquinate che causarono una grave moria di pesci.

Altra fauna
Il patrimonio faunistico della riserva, oltre agli uccelli, è rappresentato da un gran numero di specie che vivono a stretto contatto con gli ambienti umidi, come Emys orbicularis, una bella tartaruga d’acqua dolce che è in forte diminuzione in tutta Italia e che alla foce del Simeto conserva un areale ancora significativo. Nelle acque superficiali è presente la natrice, un serpente di grosse dimensioni che si ciba di piccoli pesci. Anche gli insetti sono ben rappresentati nella riserva, soprattutto con la presenza di rari endemismi siciliani come Aphrodisia panormitana, un tempo data come presente solo a Mondello e Balestrate (spiagge di Palermo) e da me rinvenuta nel luglio 1971 alla foce del Simeto. L’esemplare, fu donato al prof. Bruno Massa dell’Università di Palermo e si trova nella sua collezione. Da maggio a giugno sugli arbusti di tamerice si trova un altro endemismo entomologico, il Poliphylla ragusai un coleottero molto raro. In un ambiente naturale così composito, ricco anche di anfratti e di tante specie da predare, trovano il loro habitat ideale la volpe e la donnola. A favorire questi predatori è la presenza massiccia del coniglio selvatico, che trova rifugio tra i numerosi macigni di lava posti lungo gli argini della vecchia e della nuova foce per contenere eventuali piene. E’ presente anche la lepre, la cui distribuzione è legata alle pianure ricche di leguminose foraggere.

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La naturaLa Flora

/italian_pancratium.jpg (37650 bytes)Come è emerso da uno studio del prof. Giuseppe A. Ronsisvalle, dell’Unlversità di Catania, la vegetazione della foce del Simeto è caratterizzata dai seguenti aspetti:

Agropyretum mediterraneum
In passato occupava un’ampia fascia costiera dal Pantano di Catania fino alle porte della città, mentre oggi copre un areale molto ristretto, soprattutto con la presenza di Agropyron junceum e più raramente con Matthiola sinuata, Sporobo virginicus, Diotis maritima e Euphorbia peplis. La varietà floristica di questo aspetto è piuttosto povera; molte specie prima rappresentate sono del tutto scomparse, tranne il bianco Pancratium maritimum, il profumato "giglio di mare" che colonizza le spiagge sabbiose.

Salicornietum fruticosae
Tipico dei terreni frequentemente inondati e ricchi di sali come le "Salatelle". L’elemento predominante è Arthrocnemum fruticosum, a cui si associano altre specie a seconda del periodo più o meno lungo di sommersione dei suoli, da Suaeda vera a Suaeda maritima, da Hordeum maritimum a Limonium vulgare. Le aree sottoposte a sommersione pressochè perenne sono caratterizzate dalla presenza di Phragmites communis, la cannuccia di palude.

Agropyreto-inuletum crithmoidis
E’ un aspetto che si sostituisce al precedente, dove il drenaggio del terreno dalle acque piovane o di tracimazione avviene con una certa facilità, soprattutto in Contrada Specchio, attraversata dai canali fognari. A questa associazione appartengono Inula crithmoides, Agropyron elongatum e, nelle zone più secche Arthrocnemum fruticosum, Halimione portulacoides, Limonium vulgare e Hordeum maritimum.

Agguppamento a Juncus acutus
Aspetto presente dove il terreno rimane spesso e a lungo sommerso, come a monte del lago Gornalunga, attorno allo sbocco dei canali in determinati ambienti di retroduna, dove troviamo Juncus acutus, Juncus maritimus e, più raramente, Inula crithmoides e Limonium vulgare. Nelle depressioni in cui l’acqua rimane anche durante i mesi estivi, lungo gli argini dei canali naturali e artificiali, prevale l’aspetto a Phragmites communis e più raramente a Cyperus kallii.

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La naturaL'ambra del Simeto

/italian_oasi2.jpg (29247 bytes)Presso la foce del Simeto, sostando lunga la battigia, saprattutto dopo una forte mareggiata, è ancora possibile raccogliere l’ambra, una resina fossile conosciuta già in epoca preistorica. Ritenuta per molto tempo esclusiva del nostro fiume, l’ambra, "electron" in greco, fu chiamata "Simetite". Ancora oggi l’ambra del Simeto è molto ricercata in gioielleria, ed è considerata tra le più pregiate del mondo. A Catania, dove esiste la più ricca collezione di ambra del Simeto, di proprietà di una nota famiglia di gioiellieri, la polvere di ambra veniva usata dai mastri liutai per lucidare gli strumenti a corda di particolare pregio. Si utilizzava così lo scarto di una lavorazione artigianale che veniva eseguita solo manualmente per la delicatezza di questa resina fossile. E’ particolarmente interessante descrivere gli antichi metodi di raccolta, che sopravvivono ancora ai nostri giorni. Il primo metodo più occasionale è legato alla pesca delle telline, il secondo è svolto da veri e propri cercatori, che un tempo erano "professionisti" della raccolta. I raccoglitori di telline utilizzano lungo la costa un rastrello che trattiene, oltre alle telline, eventualmente anche l’ambra presente. Invece gli altri attendono l’azione combinata della piena del fiume con le forti mareggiate. Per ottenere la raccolta inseguono l’onda che si ritira dalla battigia, scrutando i depositi appena lasciati, fra i quali può apparire la preziosa ambra, messa in evidenza dai raggi solari. Questo curioso comportamento ricorda quello legato alla ricerca di piccoli crostacei da parte del corriere, un uccello limicolo presente anch’esso fra la fauna del Simeto.

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La naturaItinerari consigliati e notizie utili

Per evitare di incidere negativamente sul delicato equilibrio delle zone A suggeriamo due percorsi che, rispettando questa premessa, con-sentono interessanti osservazioni.

1° percorso
Provenendo da Catania, imboccare l’ingresso principale della Riserva pochi metri prima del Ponte Primosole, lungo la S.s. 114 in direzione sud; proseguire per 500 m ca., e parcheggiare l’autoveicolo. La visita comincia, scalando l’argine sinistro della nuova foce del Simeto, seguendo il sentiero che lo sormonta e giungendo a lambire la spiaggia, evitando assolutamente il calpestio della zona sabbiosa. Scegliendo un luogo riparato per non disturbare gli animali presenti, è possibile fermarsi per osservare.

2° percorso
Tornare quindi sui propri passi e riprendere l’autoveicolo, per immettersi nuovamente sulla S.s. 114, superare il Ponte Primosole e imboccare la rotabile che si inoltra all’interno della zona B fino al posto di guardia della Forestale. Qui si può parcheggiare l’autoveicolo per proseguire a piedi verso il bosco. Dopo aver visitato la pineta, seguire la costa in direzione sud, mantenendosi sempre nella zona B, per avvicinarsi al lago Gornalunga. Dopo aver compiuto osservazioni sulla fauna e sulla flora, tornare sui propri passi e immettersi nuovamente sulla S.s. 114 in direzione di Catania o Siracusa.

Cosa portare con se
Per una visita "intelligente" e veramente fruttuosa è consigliabile portare con se binocolo, macchina fotografica e/o telecamera, block notes e matita per appunti, una guida agli uccelli d’Italia, un manuale per il riconoscimento della flora mediterranea, scarponi e calze di ricambio, lozione anti-zanzare e abbigliamento con colori che si confondano con l’ambiente naturale.

Come comportarsi
Il visitatore, tenendo presente la delicatezza dell’ambiente naturale che sta attraversando, per rispettare la tranquillità a cui hanno diritto tutte le creature della riserva, deve assolutamente evitare di: gridare, portare radioline, calpestare le aree ricoperte di vegetazione (percorrendo esclusivamente i sentieri battuti, vestirsi con colori vivaci, asportare qualsiasi cosa, portare con se animali domestici, abbandonare rifiuti.

Quando non andare
Il visitatore che ama l’ambiente naturale e rispetta la vita delle sue creature eviterà di introdursi nella riserva durante il periodo della riproduzione di numerose specie che vi nidificano, cioè dalla fine di febbraio a giugno.

Come organizzare le visite
Per i gruppi e le scolaresche è consigliabile rivolgersi in primo luogo all’Ente gestore, la Provincia Regionale di Catania (tel. 095/382112-382144, 7° Dipartimento - Ecologia e Assetto del territorio), oppure chiedere indicazioni per la visita a:
- Distaccamento forestale di Catania, tel. 095/431260
- Fondo siciliano per la natura, tel. 095/382421 0336/726808
- Legambiente, tel. 095/444830
- Lipu, tel. 095/534935
- W.w.f. tel. 095/382380 - 383314

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Loghino
Azienda Autonoma Provinciale per l'Incremento Turistico di Catania
http://www.apt-catania.com
E-mail : [email protected]

Uffici informazioni turistiche
Catania : D. Cimarosa, 10 - 95124 - Tel. +39 95 7306211
Catania : Stazione Centrale FF.SS. - 95129 - Tel. +39 95 7306255
Catania : Aeroporto Civile Fontanarossa - 95121 - Tel. +39 95 7306266

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