Sul
fianco della Chiesa Madre, nella centrale Piazza
Vittorio Emanuele II, si apre l'ingresso al
museo, ricavato, a partire dal 1981, nei
sotterranei del transetto della chiesa.
All'ingresso del museo si trovano alcune Sul
fianco della Chiesa Madre, nella centrale Piazza
Vittorio Emanuele II, si apre l'ingresso al
museo, ricavato, a partire dal 1981, nei
sotterranei del transetto della chiesa.
All'ingresso del museo si trovano alcune lapidi
sepolcrali del XVII secolo e un settecentesco
paliotto marmoreo, proveniente dalla Chiesa di
San Leonardo. La sala 2 espone paramenti sacri
ricamati di gran pregio, tra cui una cappella
completa (l'insieme di tutti i paramenti
necessari per la celebrazione di una messa
solenne) in damasco rosso a ricami policromi con
scene della vita di S. Agata. All'interno delle
cripte sottostanti la chiesa, si trova il Tesoro
costituito dal cospicuo corredo di argenti della
Confratenita del Santissimo Crocifisso al
Calvario. Pregevoli i calici settecenteschi di
fattura messinese, tra cui uno del 1793 adorno di
pietre preziose, ed un superbo ostensorio del
1755, opera dei messinesi Andrea e Pietro
Paparcuri. Usciti dal Tesoro si accede alla
pinacoteca ove si nota una pala raffigurante un
potente e quasi caravaggesco Morte di San Carlo
Borromeo, del 1612, di Filippo Paladini e, sempre
dello stesso pittore, Stimmate di San Francesco,
lavoro di grande sapienza pittorica e
testimonianza finale dell'apporto della pittura
toscana alla tradizione pittorica
siciliana.Leonardo. La sala 2 espone paramenti
sacri ricamati di gran pregio, tra cui una
cappella completa (l'insieme di tutti i paramenti
necessari per la celebrazione di una messa
solenne) in damasco rosso a ricami policromi con
scene della vita di S. Agata. All'interno delle
cripte sottostanti la chiesa, si trova il Tesoro
costituito dal cospicuo corredo di argenti della
Confratenita del Santissimo Crocifisso al
Calvario. Pregevoli i calici settecenteschi di
fattura messinese, tra cui uno del 1793 adorno di
pietre preziose, ed un superbo ostensorio del
1755, opera dei messinesi Andrea e Pietro
Paparcuri. Usciti dal Tesoro si accede alla
pinacoteca ove si nota una pala raffigurante un
potente e quasi caravaggesco Morte di San Carlo
Borromeo, del 1612, di Filippo Paladini e, sempre
dello stesso pittore, Stimmate di San Francesco,
lavoro di grande sapienza pittorica e
testimonianza finale dell'apporto della pittura
toscana alla tradizione pittorica siciliana.
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