Per le caratteristiche
vulcanologiche, ma anche per le sue peculiarità e
bellezze naturali, l'Etna é stato definito "il più
grande laboratorio naturalistico del mondo".
La flora, estremamente varia e ricca, condiziona il
paesaggio offrendo continui e repentini mutamenti; ciò
dipende dalla diversa compattezza e dal continuo
rimaneggiamento del substrato ad opera delle colate
laviche che si succedono nel tempo; ma a discapito di
ciò l'Etna accoglie sulle sue falde due patriarchi:
l'"Ilice di Carinnu" accreditato di 800 anni ed
il "Castagno dei 100 cavalli", vecchio di oltre
2000 anni.
Per quanto riguarda la vegetazione spontanea, partendo
dai piani altitudinali più bassi, ecco i boschi di
querce e castagni. Proseguendo verso l'alto (specie sul
versante orientale) boscaglie di roverella, cerri e di
pino laricio.
Quest'ultimo forma pinete bellissime come quelle che si
trovano in territorio di Linguaglossa e Castiglione di
Sicilia.
Intorno ed oltre i 2.000 metri troviamo il faggio, che in
Sicilia raggiunge il suo limite meridionale, e la betulla
che é considerata dalla maggior parte degli studiosi
un'entità endemica. Fra le specie legnose che
caratterizzano il paesaggio etneo va ricordata la
ginestra dell'Etna, dall'olezzo tipico ed inebriante, che
rappresenta una delle più valide piante colonizzatrici
delle lave etnee.
Oltre la vegetazione boschiva il paesaggio si modifica ed
é caratterizzato da formazioni pulviniformi di spino
santo (astragalo) che offrono riparo ad altre piante
quali il senecio, la viola ed il cerastio.
Al di sopra del limite dell'astragalo, tra i 2.450 ed i
3.000 metri, solo pochissimi elementi riescono a
sopravvivere alle condizioni ambientali dell'alta
montagna. Qui, e fino alla sommità, si estende il
deserto vulcanico.
Non poche sono le tipiche produzioni legate al terreno
vulcanico etneo.
Sulle pendici tra i giardini e le macchie verdi della
moltitudine di città e paesi, l'unione tra la terra, il
sole e la mano dell'uomo ha creato estesi vigneti ed
odorosi agrumeti, questi ultimi tipici dei versanti
orientale e meridionale.
Qui non mancano anche prodotti spontanei, anche di
origine esotica come il ficodindia, pianta messicana
divenuta uno dei simboli della Sicilia. Maestosi olivi
forniscono olive gustosissime ed un olio richiesto in
ogni parte del mondo.
Fino a mille metri peri e meli di varietà particolare.
Le pere "cosce", per esempio, e le mele
"cola", introvabili altrove e caratterizzate da
una polpa farinosa e da un sapore che le rende simili ad
un sorbetto, tanto da essere chiamate "puma
gilati".
Nella stessa fascia noccioleti e pistacchieti,
specialmente sul versante occidentale. |