|
||
| Riti e usi da riscoprire, valori da ritrovare.
Festeggiamo il Natale ripristinando, come lo scorso anno, la rappresentazione dell'antica
"cona" popolare, desueta consuetudine etnea ispirata alla liturgia della Novena.
La sua riproposizione consente di calarsi nuovamente nel vivo di una cultura etnica che
esalta, con ingenua ma profonda partecipazione, la sacralità che il popolo annetteva e
annette al Mistero della Natività. I cantori della "cona" tornano per far rivivere, come in un flash back, la dimensione perduta di un passato certo non facile né prospero, ma nel quale affondano le salde radici che alimentano le nostre risorse migliori. Lallestimento curato da Alfredo Danese, da sempre
appassionato cultore del costume siciliano, ci restituisce un suggestivo rituale che
lespansione urbanistica e il consumismo hanno purtroppo relegato nel dimenticatoio.
Nella società odierna, sofisticata e soffocante, ridiventa però urgente rigenerarsi
nella semplicità della tradizione. Valorizziamo cosìal contempo il nostro folklore,
veicolo privilegiato nellattuazione di una mirata politica di turismo culturale.Ma la "cona" è innanzitutto un inno alla fede. Sono perciò grato all'Arcivesco di Catania e ai parroci per aver apprezzato l'iniziativa che riproponiamo anche nei quartieri catanesi storicamente più recenti, dove "u sonu grossu" non è mai approdato. Oggi come ieri, troviamo nell'emozione della "cona" stimoli per un riscatto personale e collettivo, un'identità più vera. E' Natale, regaliamoci un momento di riflessione. Facciamo nostra l'immensità dell'Evento, l'aspirazione alla pace. Volgiamoci indietro per guardare avanti, uomini e donne capaci ancora di credere e commuoversi. Auguri. Nello Musumeci |
||